"Riceviamo dai compagni del (nuovo) Partito Comunista Italiano questo comunicato a cui alleghiamo la risposta di un nostro compagno, che in parte condividiamo, dato che abbiamo sempre criticato la analisi storica del (n) PCI di vivere in una situazione rivoluzionaria in sviluppo e, altresì, abbiamo sempre criticato l'alleanza elettoralistica a cui i compagni del (n) PCI hanno aderito, sostenendo il qualunquista e piccolo borghese Movimento 5 Stelle (M5S). Lungi da noi dal voler fomentare inutili e sterili polemiche tra compagni, crediamo sia doveroso parlarci chiaro e spero che questo produca un serio dibattito dialettico, senza condanne o giudizi affrettati tra compagni, ma con la reciproca consapevolezza di voler lavorare per la vera ricostruzione di un fronte popolare marxista-leninista, per dare alla classe degli sfruttati uno strumento adeguato per far fronte agli attacchi della borghesia imperialista e lavorare insieme per fare del nostro paese una società socialista.
Circolo Culturale Proletario di Genova"

(nuovo)Partito comunista italiano
Comitato Centrale
Sito: www.nuovopci.it
e.mail: nuovopci@riseup.net
Delegazione
BP3 4, rue Lénine 93451 L'Île St Denis (Francia)
e.mail: delegazione.npci@riseup.net
Comunicato CC 27/2021 - 17 settembre 2021
Sostenere in ogni modo la manifestazione indetta dal Collettivo di Fabbrica GKN a Firenze per domani sabato 18 settembre e lo sciopero generale indetto dai sindacati di base per lunedì 11 ottobre!
Sono le manifestazioni centrali delle mille iniziative contro il governo Draghi che le masse popolari sviluppano in tutto il paese.
Il governo Draghi è il centro motore dell’attacco dei gruppi imperialisti italiani e stranieri contro le masse popolari italiane in tutti i campi: dallo smantellamento dell’apparato produttivo di beni (le centinaia di aziende in via di delocalizzazione o riduzione), alle discriminazioni tra generi, nazionalità e razze, alla repressione delle masse popolari (Green Pass in testa), alla gestione criminale della pandemia, all’ulteriore peggioramento dei servizi pubblici (sanità, istruzione, trasporti, manutenzione di infrastrutture e del territorio e gli altri), alla libertà di licenziare e sfrattare, alla devastazione dell’ambiente inestricabilmente connessa con la libertà d’iniziativa dei capitalisti e dei ricchi in generale, all’asservimento all’UE e alla NATO, alla partecipazione alle guerre che la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti conduce in Asia e in Africa nonostante la sconfitta subita in Afghanistan e alle mille restrizioni con cui cerca di soffocare i governi dei paesi che non si sottomettono alle scorrerie, alle ruberie e alla corruzione dei capitalisti.
Bisogna rendere impossibile la vita al governo Draghi.
È nell’interesse delle masse popolari italiane ed è il maggiore aiuto concreto immediato che possiamo dare ai popoli di tutto il mondo.
Il governo Draghi ha molti punti deboli.
Il maggiore punto debole del governo Draghi è che la sua maggioranza parlamentare dipende dal gruppo parlamentare M5S.
La maggioranza parlamentare del governo Draghi non reggerebbe senza il gruppo parlamentare M5S.
Né PD né la Lega accetterebbero di stare ancora nella maggioranza parlamentare del governo Draghi senza il gruppo parlamentare M5S, in particolare in settimane in cui sono in ballo le elezioni amministrative.
Mettere in moto ogni genere di pressioni e operazioni per indurre il gruppo parlamentare M5S ad assecondare le migliori aspirazioni dei membri del M5S e uscire dalla maggioranza, a votare contro il governo Draghi!
Portare lo scompiglio in campo nemico.
Questa è la linea che devono mettere in opera tutti i comunisti e tutti quelli che vogliono porre fine al catastrofico corso delle cose che la borghesia imperialista impone nel nostro paese e nel mondo.
Avanti nella mobilitazione e organizzazioni e delle masse popolari!
Avanti verso il governo d’emergenza delle masse popolari!
Avanti nella rivoluzione socialista!
Risposta del compagno Stefano Ghio
NON POSSIAMO CHE STIGMATIZZARE L'ASSURDA TATTICA DEI SEGUACI DI GIUSEPPE MAJ
Lo scorso tre agosto è stata una data a suo modo importante: è cominciato il “semestre bianco”, ossia il periodo in cui il Presidente della Repubblica viene limitato nei suoi poteri; da quel momento, e sino alla fine del settennato, non può più sciogliere la/le Camera/e.
Questo ha una evidente conseguenza: qualunque crisi di Governo dovesse accadere in questo lasso di tempo, sarebbero le stesse forze che stanno nell’attuale Parlamento borghese a doverne gestire le conseguenze, per evitare l’esericizio provvisorio del bilancio statale.
Ecco, se dovessimo dare una motivazione ulteriore rispetto al nostro completo rigetto della tattica politica del (nuovo) Partito Comunista Italiano – quello che ha sede in Francia, a Saint Denis, in via Lénine 4 – diremmo che questa potrebbe essere convincente.
Intendiamoci: qui nessuno di noi è particolarmente simpatizzante per l’esecutivo in carica, tutt’altro, ma ci sembra una follia – in un momento come questo, nel quale l’Italia deve decidere come spendere i fondi del Pnrr – invocare un commissariamento dello Stato.
Sì, perché l’unico scenario alternativo a quello che vede Mario Draghi a Palazzo Chigi sino alla elezione del nuovo Capo dello Stato, è quello che più creerebbe problemi al sistema Italia senza scalfire, anzi rafforzandolo ulteriormente, il controllo dell’Unione Europea.
Parimenti i seguaci di Giuseppe Maj sembrano non comprendere che, uno scenario come quello per cui ad imporre le politiche economiche italiane siano le istituzioni continentali, non porta in nessuna maniera ad uno sviluppo della situazione rivoluzionaria: tutto il contrario.
Bosio (Al), 28 settembre 2021